Le redattrici si raccontano...

Mi chiamo Agnese, sono Consulente de La Leche League Italia dal 2012 e vivo in un piccolo paese nella provincia di Pescara insieme alla mia bambina e al mio compagno.
I due anni che ho passato in redazione sono stati densi di cambiamenti…. ma anche di grandi soddisfazioni! Senz'altro la parte più gratificante è stata poter entrare in contatto con moltissime mamme diverse: le lettrici che ci hanno scritto, le autrici degli articoli, le altre Consulenti de LLL che hanno lavorato sulle uscite, la grafica che ha curato l'impaginazione dell'ultimo numero….ognuna di quelle donne meravigliose che ha dato un pezzetto della propria arte, del proprio sapere e del proprio cuore alla realizzazione di Da mamma a mamma mi ha lasciato molto più di quello che sono riuscita a dare nei pochi numeri che sono usciti mentre ero caporedattrice…
L'idea che in questi due anni mi ha guidata è stata quella di dare il più possibile voce alle mamme, di rendere libere e circolanti le nostre competenze e quel patrimonio di informazioni e sostegno che si tramanda da mamma a mamma.
Spero che il lavoro che ne è venuto fuori (e che in fondo è ancora in cammino…) sia non solo utile a tutte le mamme ma anche uno strumento prezioso per chi le affianca, affinché, mettendosi in ascolto, possa imparare sempre di più ciò che c'è da sapere sull'allattamento.

 
Agnese Federico, redattrice dei numeri 110 e 111



Ciao mamme, mi presento: sono Giuditta Mastrototaro; vorrei iniziare parlandovi del mio essere mamma, ma ecco che sono già in difficoltà sul numero dei miei bambini. Cosa vi dico riguardo a quanti bambini ho?  So che potete comprendermi perché ci tengo a dire che ho tre bambini fisicamente con me ed uno in cielo. Mattia, il mio adorato bambino che avrà sempre sei mesi, Emma di 14 anni, Samuele di 11 e Davide di 6. Tutti i miei figli felicemente allattati grazie all’istinto materno, al supporto del papà e alla forza delle informazioni  e della condivisione tra mamme che c’è ne La Leche League.
I miei allattamenti hanno contribuito a coronare un mio sogno: quello di diventare Consulente de La Leche League, per poter aiutare altre mamme che desiderano allattare e la rivista è stata per me un bel canale attraverso il quale poter restituire la forza delle mamme attraverso le informazioni e la condivisione.
Mi sono presa cura della rivista con grande amore come farei con ogni mamma che mi chiede aiuto.  La nostra rivista Da mamma a mamma è fatta da mamme e per le mamme ed è questo che secondo me la rende così speciale.
Ho letto tutti i nostri Da mamma a mamma fin da quando ero una madre alle prime armi e mi è piaciuto un sacco arricchirmi dell’esperienza delle altre che ci erano passate prima di me, per poi provare a mettere in pratica i loro suggerimenti.
Qualche anno dopo essere diventata Consulente de La Leche League (nel 2006) ho collaborato con Da mamma a mamma. Nel  numero 88 dell’estate del  2008  è stata pubblicata la mia prima introduzione alle lettere con un articolo sulle ragadi. Quanta emozione e gioia ho provato nel vedere sulla rivista il mio primo articolo!
Poi ho avuto il piacere di curare la rubrica Piccoli passi che si occupa di rispondere ai quesiti delle mamme in uno stile di condivisione e partecipazione empatica. Iniziai dall’autunno 2010 nel numero 97 con il tema: “Fratellini che litigano” e non ho mai smesso fino all’ultimo numero 111 del marzo 2016 con il tema: “Fuori controllo”, che trattava di come riuscire ad organizzarsi quando la famiglia si allarga e tutto sembra scombussolato.
Sono stata redattrice per 10 numeri della rivista dal numero 99 al numero 109. Come una pianticella sono cresciuta pian piano imparando dalle mie colleghe e mi sento per questo onorata  e grata di avere incontrato nel mio cammino tante colleghe che hanno donato gratuitamente il loro amore alle mamme de La Leche League. In particolare Antonella Sagone, che mi ha coltivato e sostenuto in questo percorso. Crescevano le mie competenze e di pari passi anche la responsabilità di portare avanti il testimone del La Leche League che le redattrici prima di me mi hanno passato.
Ricordo alcune notti insonni a confezionare il numero, riunendo il lavoro delle Consulenti  che collaboravano, per cercare di stare nei tempi della rivista. Ricordo la bellezza  e la gioia che provavo a guardare in anteprima il nostro giornale ma anche la fatica che c’era dietro a tutto questo. Ho passato davvero anni belli e intensi che mi hanno dato molto e ho cercato di fare del mio meglio per far emergere la bellezza del cuore delle mamme.

 
 
Giuditta Mastrototaro, redattrice dal numero 99 al 109



In occasione dei 25 anni di Da mamma a mamma sono state raccolte le testimonianze delle redattrici che si sono succedute nella cura della nostra rivista. Le trovate riportate qui e sul numero 95.

Mi sono innamorata di Da mamma a mamma durante il percorso per divenire Consulente de La Leche League: abituata a studiare nozioni su testi scolastici, scoprii con infinita meraviglia che le emozioni di voi mamme e i racconti intrisi delle vostre lacrime e dei vostri sorrisi mi regalavano molto di più. Scoprii un nuovo modo di apprendere, che passa prima dal cuore e solo in seguito raggiunge il cervello.
Voglio ringraziare voi lettrici, che ogni giorno mi emozionate con le vostre storie, e tutta la squadra che lavora a Da mamma a mamma e che con amore mi ha aiutato a crescere nel ruolo di redattrice.

 
Anna Maria Simoni, redattrice dal numero 93 al 98



Se volessi fare il gioco delle associazioni di idee, pensando a Da mamma a mamma mi verrebbero immediatamente in mente:
1) gli incontri de La Leche League
2) le lettere delle mamme.
Ho iniziato a frequentare gli incontri de La Leche League nel 1999 ad allattamento già ben avviato (Andrea aveva già 5 mesi). La Consulente del gruppo era Shera Lyn Parpia e portava tanti bollettini arretrati: credo di avere iniziato leggendo un bollettino ancora prima del Manuale. Non c’era incontro dal quale andassi via senza aver prima fatto scorta di bollettini. Li leggevo in un battibaleno: ridevo, piangevo, mi emozionavo qualunque fosse l’argomento, non solo se mi coinvolgeva a livello personale, ma anche se non avevo vissuto quella esperienza specifica.
Da mamma a mamma mi piaceva così tanto che iniziai a collezionarlo: approfittavo di ogni occasione, degli incontri mensili anche di altre Consulenti, degli incontri di distretto, delle feste a casa di Anna Lowenstein, altra Consulente “storica” di Roma, per cercare di “accalappiarmi” i numeri mancanti.
Nella sua storia personale il bollettino ha cambiato formato e impaginazione, passando da fogli dattiloscritti, a libretto “tascabile”, al formato A4, ha cambiato redattrici e collaboratori, che dal 1984 in poi si sono avvicendati con gratuità e con tanta passione, ma la sostanza in 25 anni è sempre la stessa, lo scopo è sempre quello di informare e sostenere; il suo fulcro sono i bambini, le mamme, i papà e le loro storie, fonte per tutti i lettori di momenti di confronto e di emozione. In Da mamma a mamma hanno lasciato la loro voce molte mamme e molti bambini, una ricchezza di differenze importanti e meravigliose quanto le somiglianze, un segno che ciascuno può trovare la propria strada, la propria soluzione.
Le redattrici passano, i collaboratori cambiano, ma Da mamma a mamma potrà sempre contare su voi mamme, potrà sempre attingere da voi forza e novità. Ieri come oggi esse condividono sentimenti, emozioni, desideri con naturalezza e semplicità, senza nascondere le difficoltà, le ansie, i sentimenti contrastanti e a volte negativi, la loro debolezza che le rende ancora più vere e speciali, tutte sfaccettature della vita, tutti percorsi che ci fanno crescere. È meraviglioso come noi mamme riusciamo, in un modo o nell’altro, a restare con i nostri bimbi, a trovare un modo per fare le cose che sono realmente importanti nella vita o che riteniamo meglio per la nostra famiglia, a realizzare in modo personale i nostri desideri e a vivere serenamente – per quanto possibile – i momenti difficili.

Maria Rita Inglieri, redattrice dal numero 74 al 81



Nel marzo 1983 ho ricevuto una sorpresa: la prima copia del “BoLLLettino” de La Leche League Italia. Il mio primo figlio era nato da pochi mesi, e io mi ero abbonata per posta. C’era una Consulente vicino a casa mia che non conduceva incontri, ma mi aveva messo in contatto con un’altra Consulente a Milano e, tramite lei, con altre ancora in Italia e in Europa. Non mi aspettavo assolutamente di ricevere questa pubblicazione, ma era una sorpresa molto gradita che mi ha dato da subito quel senso di “comunità” di donne che mi mancava.
Per partecipare agli incontri mi sono recata più volte a Londra in quel primo anno come mamma. La Leche League in Italia si era costituita formalmente nel 1979, ma c’erano poche Consulenti, quasi tutte straniere che non rimanevano a lungo in Italia. Allora il Manuale era solo in inglese, e i pochi opuscoli disponibili erano fotocopie. Gli opuscoli tradotti in italiano venivano dalla Svizzera, in Italia c’era poca attività sul fronte delle pubblicazioni. A novembre 1983, quando Irfan ha compiuto un anno, ho fatto domanda per diventare Consulente, e lo sono diventata nel marzo del 1985, un mese prima della nascita del mio secondogenito, Irshad.
Abitavo in una piccola città, dove tutti parlavano italiano (e io lo parlavo molto male!), inoltre viaggiavo molto, e quindi non ho intrapreso gli incontri con un gruppo mio. Due anni dopo, però, sono andata a vivere a Milano dove dopo poco tempo ho iniziato a condurre incontri insieme alla Consulente “storica” di Milano, Raffaella Intrito. In quegli anni il “BoLLLettino” (come allora si chiamava la nostra rivista) è stato sempre uno strumento prezioso e un simbolo visibile del senso di comunità de LLL.
Quando Rosalind, la fondatrice del BoLLLettino, ha deciso di dedicarsi ad altri lavori, la Consulente Elena Palano ha accettato di fare la redattrice. In quel periodo il marito di Raffaella Intrito, Giuseppe Filippini, ha dato una mano a migliorare l’aspetto di quello che inizialmente era solo un gruppo di fogli A4 fotocopiati e spillati insieme, rendendolo un libretto A5. Lui lo digitava al suo computer, lo stampava in paginette e poi lo incollava secondo l’impaginazione desiderata! Nel 1991 Elena ha deciso che il lavoro di redazione era troppo complicato e io mi sono offerta di coordinare un solo numero, che doveva trattare unargomento che mi stava a cuore: l’alimentazione. Dopo quel primo numero ho accettato di prendere in mano la rivista! Ho comprato apposta il mio primo computer per fare questo lavoro, e ho imparato a usarlo. Ho comprato i miei primi dizionari e ho imparato a tradurre e a farmi correggere i testi, sfruttando le abilità e l’aiuto di tantissime Consulenti, compresa Rosalind. Allora si trasferiva il tutto dal computer al “floppy” da cinque pollici e mezzo e lo si spediva per posta, oppure se l’altra persona non aveva il computer si stampava il testo e si spediva, o si portava a mano per farlo correggere. Per stampare poi mandavo il floppy disc e le eventuali foto a Georgie Adessa, allora Consulente di Brescia, che, insieme a suo marito, curava impaginazione, stampa e spedizione.
Era un modo di lavorare molto diverso e sicuramente più lento! Oggi si manda il testo sempre alla stessa tipografia di allora, ma si usa la posta elettronica e riusciamo a vedere le bozze senza più dipendere dalle poste italiane. È un miglioramento enorme! Oltre alla stampa e all’impaginazione, anche la
struttura della nostra rivista si è evoluta. Ora contiene articoli documentati e lettere di mamme, e tratta argomenti diversi ma sempre attuali. Devo confessare che l’ispirazione principale per gli argomenti che abbiamo trattato nel bollettino l’ho sempre tratta dagli spunti forniti dalle mamme agli incontri.
Ricordo la solitudine e l’isolamento che ho vissuto da neo-mamma, e per questo attraverso la rivista ho sempre cercato di dare sostegno alle mamme trattando due o tre argomenti paralleli, che potessero essere utili a mamme di bambini di diverse età e con diversi interessi o preoccupazioni.
Fare la redattrice di Da mamma a mamma è stata per me un’esperienza che mi ha dato tantissime soddisfazioni, ma non l’ho fatta da sola. Ho sempre avuto aiuto e sostegno da altre persone ne La Leche League, che hanno tradotto, battuto testi a macchina, fornito foto, corretto i testi, dato le loro idee ed opinioni, scritto articoli, e naturalmente da tantissime mamme che ci hanno scritto raccontandoci i loro vissuti. Grazie a tutti voi: un lavoro così non si fa da soli, siamo state bene insieme, e ho tanti bei ricordi!

 
Shera Lyn Parpia, redattrice dal numero 27 al numero 73



La nostra rivista Da mamma a mamma compie 25 anni! Sembra impossibile che sia passato tutto questo tempo, ne sono stata la redattrice circa venti anni fa: ricordo ancora la responsabilità e l’importanza che ha avuto per me questo incarico!
Quando mio figlio Igor aveva quattro anni ho preso contatto con Rosalind e ho partecipato al mio primo convegno della Lega per l’allattamento materno. Abito ad Ancona da sempre, ma ho partorito nel 1984 per scelta personale a Ponte dell’Olio, in provincia di Piacenza, dove ho conosciuto il dottor Lorenzo Braibanti, che sempre, ad ogni sua conferenza non dimenticava di parlare della “Lega del latte”, e di rivelare a tutte le mamme presenti l’esistenza di questo gruppo di donne volontarie disposte a sostenerle durante l’allattamento. In quegli anni si preferiva dare il biberon e l’allattamento al seno era contro corrente, quindi, se qualche donna avesse avuto quella che allora era ritenuta la “fortuna di avere latte”, dopo tre mesi veniva comunque incoraggiata ad iniziare lo svezzamento.
Nella mia storia personale avevo avuto difficoltà iniziali e avevo chiaro in mente che un bambino ha la potenzialità di far produrre latte, ma allo stesso tempo, frequentando un gruppo di donne che nella mia città avevano aperto la “casa della donna”, avevo preso coscienza di quanto è importante per una donna avere il sostegno e l’incoraggiamento di un’altra. Per questo accettai l’incarico di occuparmi di Da mamma a mamma quasi subito, e di raccogliere, scegliere articoli e inviare tutto il materiale pronto per essere stampato.
Allora eravamo in Italia una decina di Consulenti: il nostro “giornalino”, che ha mutato la copertina, il formato, arricchendosi e migliorandosi di anno in anno, è cresciuto con noi. Ha aiutato le donne attraverso le esperienze delle altre, che raccontavano dei loro problemi, delle loro incertezze, dei loro dubbi e condizionamenti, delle loro soddisfazioni, del loro amore e abbiamo scoperto che, a volte, tutti questi racconti parlavano al nostro essere donne con voce più forte di ogni altro condizionamento perché, come davanti ad uno specchio, potevamo rifletterci in loro.

 
Elena Palano, redattrice dal numero 21 al numero 26



Ho scoperto l’esistenza de La Leche League quando un’amica mi diede una copia del Manuale, all’inizio del 1974.
L’iscrizione alla newsletter de La Leche League International fu una fonte fondamentale di aiuto, dato che ero abbastanza sola.
Constatando la necessità di sostegno in Italia per le donne che allattano, decisi di fare domanda per diventare Consulente, un percorso effettuato per corrispondenza con una Consulente dell’Area di Chicago. Nel gennaio 1979 divenni Consulente de La Leche League. Quella primavera ebbi una telefonata dalla Consulente Shanda Bertelli, che si era appena trasferita a Parma, e che paragonò il nostro cercarci l’un l’altra all’incontro di Stanley e Livingston. Proprio mentre iniziavo a trovare il coraggio di organizzare il mio primo incontro di gruppo, che si sarebbe svolto il 12 ottobre, Shanda mi disse che verso quel periodo avrebbe accompagnato in un tour attraverso il paese un ospite speciale, Marian Tompson, fondatrice e presidente de La Leche League International. Riuscii così a organizzare delle conferenze per Marian.
Appena dopo questi eventi, ricordo l’incontro con Georgie Adessa, un’altra delle prime Consulenti italiane, nell’appartamento di Shanda, dopo che si erano trasferite a Milano. Shanda si era fatta redigere uno statuto e così nacque ufficialmente La Leche League Italia.
La primavera seguente avemmo un incontro LLL a Firenze per tutte coloro che ne avevano manifestato l’interesse: in quell’occasione ricordo che incontrai Sheri per la prima volta. Non molto tempo dopo, diedi inizio a un “bollettino” per le Consulenti italiane, per stare insieme quando non potevamo incontrarci e per offrirci un forum e un modo per diffondere la filosofia de La Leche League.
Finalmente potevamo affermare che LLL in Italia era davvero in piedi e in funzione!

 

Rosalind Nesticò, redattrice dal numero 1 al numero 20